
Interessante itinerario in cui si
fondono natura e storia.
Il percorso si sviluppa in gran parte nella
profonda cava di Baulì
che accoglie i resti di un grosso agglomerato
rupestre
costituito da tre nuclei principali: il ddieri grande,
complesso
di 21 vani articolato su tre piani, il ddieri
dell’eremita costituito da
4 vani disposti in due
filari sovrapposti e l’ultimo, il ddieri piccolo
di 8 vani.
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Il termine ddieri deriva
dall’arabo “dar” che significa casa. |
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A pochi chilometri della cava di Baulì si trova la contrada di Santa Lucia di Mendola, sede fin dai tempi più remoti, di comunità cristiane. Una leggenda narra che alla fine del terzo secolo la vedova Lucia (diversa dalla Lucia siracusana) e il nobile Geminiano, entrambi romani e scampati alle persecuzioni di Diocleziano, giungessero in quel territorio dove fecero proseliti e subirono il martirio. Sulle loro tombe, divenute luogo di culto, fu innalzata una chiesa, distrutta in epoca araba, istruita con annesso cenobio Benedettino dai normanni ed infine completamente rasa al suolo dal terremoto del 1693. Per la terza volta la chiesa fu ricostruita, questa volta in stile barocco, ed oggi, oltre alla chiesa, rimangono una chiesa rupestre e una catacomba cui si accede attraverso una scala scavata nella roccia.
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L’escursione, soprattutto nel tratto della cava, è da considerarsi di media difficoltà e serve circa mezza giornata per visitare tutti i siti descritti.
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